vivere la natura Monte pisano

Vivere la natura, camminare e respirare: esperienze e attività sul Monte Pisano, itinerari e percorsi a piedi.

Vicopisano è la destinazione ideale di vacanza e soggiorno per divertirsi all’aria aperta: qui si può fare trekking, escursioni in mountain bike, passeggiate a cavallo; è possibile avventurarsi nei boschi per raccogliere funghi o castagne, per cercare erbe officinali o seguire antichi sentieri. Per gli appassionati di geologia, mineralogia e paleontologia, e chi vuole saperne di più sulla storia della Terra e dell’uomo, il territorio del Monte Pisano è un vero e proprio museo naturale e scientifico a cielo aperto. Sempre più meta di turismo slow, a Vicopisano c’è solo l’imbarazzo della scelta per ritrovarsi immersi in un ambiente selvaggio e un po’ misterioso, dove vivere appieno la natura.

Esperienze nel Monte Pisano

Il paesaggio del Monte Pisano, è tutto un alternarsi di pianure, colline e rilievi montuosi ricchi di ruscelli e grotte scavate nel calcare. Punteggiato da piccoli borghi, rocche medievali e pievi romaniche, regala un panorama surreale che, attraversando le tipiche campagne toscane, porta lo sguardo fino al mare e, nelle giornate più limpide, fino alle isole dell’Arcipelago toscano. Ed è proprio la brezza marina a disegnare la vegetazione del versante pisano del monte: dal basso dei modesti vigneti, ai vasti terrazzamenti di olivi, per concludere con gli alti boschi di castagno, pino e quercia. Questa ricchezza naturale lo ha, da sempre, reso meta di ispirazione per i grandi personaggi della storia e della letteratura, ricordiamo in particolare: Dante, Leonardo, Montaigne, Goldoni, Alfieri, Giorgio IV d’Inghilterra, Luigi Bonaparte, Percy Bysshe Shelley, Mary Shelley e Lord Byron.

Vivere la natura Monte Pisano2

Complice il clima mite e soleggiato, l’area del Monte Pisano è perfetta per collezionare esperienze autentiche en plein airdi quelle che ritroviamo nei racconti delle nonne: dalla raccolta delle more in luglio, a quella del mirto e delle olive tra ottobre e dicembre, solitamente seguite da sornioni picnic in compagnia.

Per quelli con la testa tra le nuvole, durante il giorno, è possibile organizzare itinerari di birdwatching e parapendio; mentre, al calar della notte, diverse dimore boschive attrezzate offrono prospettive strategiche per l’osservazione delle stelle.

Per i più avventurosi il Monte riserva passeggiate a cavallo o asino trekking, tra antichi oliveti frondosi e sentieri sterrati immersi nella campagna. È possibile sostare presso i frantoi per rilassarsi e mangiare una fetta di pane e olio, tipico spuntino del posto.

Sportivi non temete: non mancano i percorsi di trekking e gli itinerari per MTB, per tutti i livelli di difficoltà.

Percorsi e itinerari a piedi

Qui vi proponiamo in particolare qualche spunto per seguire alcuni itinerari a piedi, di quelli che fanno anche gli abitanti della zona:  grandi amanti delle camminate, visto il contesto, per loro ogni occasione è buona per andare su per il Monte a scoprire un nuovo sentiero.

Se siete dei veri appassionati dei viaggi a piedi, e volete unirvi a loro, potete visitare Vicopisano e tutto il territorio in occasione di due eventi importanti a tema: La Festa Dèi Camminanti e Vicopisano Castello in fiore.

La Festa Dèi Camminanti è organizzata nell’ultimo fine settimana di marzo, sfruttando le prime timide giornate di primavera. Quattro o cinque giorni di scarpe comode e zaini in spalla, i percorsi della Festa non sono mai banali e spaziano per tutto il Monte Pisano e oltre (tra le province di Pisa, Lucca, Livorno e Firenze). Numerose anche le iniziative che animano il borgo tra picnic, mercatini, street food e concerti: il programma ideale per un lungo weekend fuori porta in Toscana.

Vicopisano Castello in fiore, solitamente a maggio, è un’occasione immancabile per godere del centro storico di Vicopisano e del suo castello brunelleschiano colorati da fiori e piante, ma anche per escursioni sul Monte Pisano e passeggiate alla ricerca di erbe commestibili.

Itinerari tematici

I terrazzamenti

Esplorando il vivo del Monte, da qualsiasi versante, in particolare percorrendo via della Verruca, non potrete fare a meno di fotografare i caratteristici muretti a secco. Tramandate di padre in figlio, le tecniche di costruzione dei terrazzamenti sono tra le più antiche, frutto della tradizione di un popolo che ha saputo valorizzare le risorse del suo territorio. Il percorso dei terrazzamenti regala una full-immersion nella cultura locale dell’olivicoltura: da queste parti, chi non ha un oliveto ha sicuramente degli ulivi nel giardino di casa, è la tradizione. Il percorso si sviluppa lungo i sentieri, le mulattiere e le strade che costeggiano e attraversano il Monte, toccando alcuni dei borghi principali: Buti, Vicopisano, Calci, Agnano e Asciano. Appena vi sale il languorino, fermatevi a degustare i prodotti tipici della zona, tra cui l’olio di oliva locale: famoso per la sua qualità, grazie ai fattori ambientali particolarmente favorevoli che lo rendono tra i più pregiati della Toscana.

Percorso dalla Francigena al mare

La prima tappa del percorso parte da Badia Pozzeveri, frazione di Altopascio, da sempre rifugio sicuro per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, e arriva a Vicopisano tramite due varianti, a vostro piacimento: attraversando i territori dell’antico Lago di Sesto (6 ore e mezzo di cammino, senza dislivello) oppure, dall’alto, attraverso Buti—Sant’Andrea—San Jacopo in Lupeta-Vicopisano (8 ore e mezzo di cammino, 200 m di dislivello).

La seconda tappa costeggia interamente le sponde del glorioso fiume Arno: da Vicopisano a Pisa (7 ore di cammino, senza dislivello).

La terza e ultima tappa unisce Pisa a Stagno (8 h di cammino senza dislivello) dove è possibile imbarcarsi sul battello “Marco Polo” all’insegna di un affascinante viaggio lungo i canali medicei, alla scoperta di Livorno.

Viaggio nel sacro: monasteri, badie e pievi romaniche

L’itinerario completo nel romanico del nostro territorio comprende diverse chiese e pievi, dislocate all’interno di tre frazioni. Vogliamo proporvi qui una versione ridotta e meno impegnativa: dalla Pieve di Santa Maria, alla graziosa Sant’Jacopo in Lupeta, per finire con Sant’Andrea in Nocciola. Percorso facile: un’oretta e mezzo di cammino e appena 110 metri di dislivello.

In alternativa, spostandoci sul versante calcesano, si possono esplorare la meravigliosa Certosa di Calci, gli eremi di Sant’Antonio e di San Bernardo e, per finire, il Monastero e la Chiesa di Sant’Agostino in Nicosia, proprio sotto il Monte della Verruca.

Itinerario botanico

Passeggiate tra boschi e prati, senza seguire un sentiero in particolare: sentitevi liberi di perdervi tra la vegetazione. Tra le erbe spontanee commestibili troverete diversi tipi di bietola, porri, rape e radicchio selvatico. Buonissimi, ma più difficili da scovare: gli asparagi selvatici, avvistati in particolare in zona Mandrie di Sotto. Tra le erbette più profumate troviamo la menta e il mirto, dalle cui bacche si ottiene l’omonimo liquore digestivo. Per uno spuntino vitaminico invernale individuate uno dei numerosi alberelli di corbezzolo — i suoi frutti, simili a rosse ciliegie polpose, raggiungono la massima dolcezza in novembre-dicembre — mentre, nel periodo estivo, potrete raccogliere le more. Per confezionare un bel mazzolino campagnolo cercate le eriche, piante resistenti e bellissime, sfoggiano i più svariati colori: dal bianco, al rosa pallido, al magenta acceso. Tra i fiori nominiamo anche le splendide orchidee spontanee, il sambuco, la mimosa e la profumatissima acacia. In fine, se vi capita di passeggiare tra i boschi della Verruca nel periodo invernale, riconoscerete senz’altro gli agrifogli: tipici per le decorazioni natalizie ma, attenzione, le graziose palline rosse sono tossiche per l’uomo, mentre le foglie possono essere infuse a sostituzione del tè.

Itinerari di cammino a Vicopisano

Da Noce alla Verruca

Dalla graziosa frazione di Noce, è possibile raggiungere la Verruca in circa due ore (550 metri di dislivello). Lungo il percorso è possibile scorgere la Torre degli Upezzinghi e la meravigliosa Pieve romanica di Santa Giulia. È interessante sporgersi, con prudenza, sull’enorme cava sovrastante Uliveto Terme. Per proseguire fino alla Verruca, si può tenere la sconnessa carrareccia proveniente da Caprona oppure risalire diagonalmente verso il Sotto-Verruca, percorrendo un piacevole sentiero tra eriche e corbezzoli, terminante sui ripiani orientali del castello, presso i ruderi della Pieve di San Michele.

Dal borgo di Vicopisano alla Verruca

Partendo dalla Pieve di Santa Maria, attraversiamo il ponticello verso gli imponenti cipressi del cimitero, al bivio giriamo a sinistra, in località Ceppato, e cominciamo a percorrere quella che, non a caso, si chiama via della Verruca. Un’unica spettacolare salita, ricca di scorci panoramici sul borgo, tipici rustici toscani in pietra, muretti a secco, prati e uliveti. Di recente ha trovato casa qui un tenerissimo asinello di nome Lapillo. Complessivamente, fino alla Verruca, sono meno di 5 km da percorrere a piedi, in MTB o in macchina.

 

Dal borgo di Vicopisano al Monte Castellare

Dal Colle della Via Crucis, dove si trova la omonima chiesina, si segue a destra sulla strada che costeggia il Fosso della Serezza e i vasti campi sui quali domina, incontrastata, Villa Lotti. Incontriamo presto, a destra, una strada sterrata che sale, in tornanti, verso il Castellare. Una scarpinata di circa 30 minuti ci separa da un incantevole panorama.

Un anello intorno a Vicopisano

Come scriverebbe Jules Verne: il giro di Vicopisano in cinque ore.

Dal borgo si raggiunge San Jacopo e la sua imperdibile e omonima chiesetta romanica, incastonata nel verde di uliveti e cipressi, in un tipico paesaggio toscano.

Da qui, tornando sull’asfalto, salendo si raggiunge un borghetto medievale, La Torre, attraversato il quale la strada torna sterrata e ci conduce all’ampio crinale di Col di Cincia. Percorrendo il sentiero 148 del CAI, con vista sul Valdarno e la Valdera, raggiungiamo Le Mandrie di Sopra e la strada di Spazzavento che discende fino allo stradello per Campo dei Lupi. Prendetevi il tempo di ammirare il sole che si riflette sul mare fino al porto di Livorno. Restando sul 148, scendete nella valle del Rio Grande, passeggiando a fianco al torrente, finché non passate sotto l’arco del Molino di Papo e costeggiate una serie di vecchi mulini, ristrutturati e convertiti in villette con parco, che danno il nome al fondovalle. Ancora poche centinaia di metri e l’anello sarà chiuso, tornando alla Pieve.

Dal Castellare di San Giovanni alla Vena alla Rocca di Ripafratta: un tour completo del Monte Pisano.

Molto interessante è anche questo percorso che riserva, alle gambe più allenate, bellissimi punti di interesse e prospettive naturali. Lungo circa 35 km, con un dislivello totale di quasi 2000 m, comporta almeno 12 ore di cammino, senza considerare le opportune soste. Partenza dunque dalla chiesetta del Castellare (San Giovanni alla Vena), si prosegue verso Campo dei Lupi, da qui, risalendo una boscaglia profumata si sbuca nel bel mezzo dei ruderi della Badia di San Michele. Lasciando la Rocca della Verruca alle nostre spalle, il sentiero percorre il dorso del monte; protagonista, alla nostra sinistra: tutto lo splendore della Val Graziosa. Attraversando boschi, colli e prati, si giunge in prossimità di Santallago, dove è possibile sostare e mangiare una sostanziosa focaccia farcita di prosciutto toscano. Discesi ripidamente a Campo di Croce, si sale sulla Cima del Monte Faeta. Toccando punti panoramici d’eccezione, quali la cresta della Torretta e il Passo di Dante, si giunge al valico delle Croci e si ricomincia a salire. Percorsi secolari boschi di castagno, si apre a noi la vista della pianura attraversata dal Serchio: incantevole Toscana. L’ultimo tratto del percorso giunge alla Torre Niccolai e, finalmente, alla Rocca di San Paolino. Un ripido sentiero conduce alla sottostante Ripafratta.

Per maggiori informazioni su percorsi guidati e iniziative organizzate dalle numerose associazioni e guide ambientali del territorio, contattare l’Ufficio turistico.

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